APPUNTI DI COLTIVAZIONE

MESSA A DIMORA DELLE PIANTE A RADICE NUDA


Video tutorial sulla piantagione delle rose a radice nuda

Video edito da Stile Naturale. L’articolo che accompagna il video lo potete trovare al seguente indirizzo web: https://stilenaturale.com/news/12887/rose-a-radice-nuda.html

 

Video tutorial sulla semina delle rose

Video edito da Stile Naturale. L’articolo che accompagna il video lo potete trovare al seguente indirizzo web: https://stilenaturale.com/seminare-le-rose/

n°1 RICEVIMENTO E PIANTAGIONE

Le nostre piante di solito vi pervengono già preparate per la piantagione, ripulite dei rami rotti o difettosi, e con le radici spuntate.
Quando le estrarrete dall’imballo comunque, potrete vedere se qualche rametto o radice necessitano di una ulteriore spuntatina.
Se al momento in cui ricevete le piante non vi è possibile procedere alla piantagione del giro di un giorno o due, potrete conservarle per una o due settimane semplicemente nel modo seguente:
Aprite il sacchetto di nylon che avvolge le piante e le radici, quindi prendete un contenitore,(scatola di cartone, cassetta da frutta o simili) mettete nel contenitore un piccolo strato di terriccio sul quale appoggerete le radici delle piante, anche se ancora legate insieme, quindi con il terriccio coprite bene tutte le radici.
Conservate questa scatola in un ambiente parzialmente luminoso, che abbia temperatura non inferiore agli 0°, ma non riscaldato.
Se dovrete attendere a lungo prima di piantarle, potete bagnare leggermente il terriccio. Quello che è indispensabile è impedire che le piante perdano la loro idratazione nel periodo di attesa.
Al momento di piantarle, sia in vaso o in giardino, tenete presente che:
se si tratta di vaso, questo dovrà essere abbastanza profondo, circa 35-40 cm.; se invece si tratta di piena terra, dovrete scavare una buca profonda e larga almeno altrettanto.
Sistemate sul fondo della buca o del vaso uno strato di ciottoli grossettini o di argilla espansa, per il drenaggio, quindi un po’ di letame ben maturo, da coprirsi con almeno tre dita di terriccio di giardino o terriccio universale.
Nel frattempo, avrete messo la pianta con le radici immerse in un secchio di acqua, meglio se molto fangosa.
Preparate la buca, sistemate la pianta con le radici ben allargate, curando che il nodo dell’innesto sia all’altezza del piano del terreno, e provvedete a riempire quindi la buca, o il vaso, con lo stesso terriccio, pressando bene con un bastone per aiutare il terriccio ad aderire ben bene alle radici.
Ultimata la piantagione, se la giornata non è troppo fredda, date molta acqua, che anch’essa aiuterà il terriccio a compattarsi bene.
Se abitate in zone molto fredde, potete ulteriormente proteggere la pianta semplicemente versandoci sopra, una volta piantata, un altro sacchetto o due di terriccio, senza pressarlo, in modo da coprire il punto di innesto ed i rami almeno fino alla loro metà.

n°2 PRODURRE NUOVE ROSE

Tutti sappiamo che la produzione di una nuova varietà di rose è solitamente praticata dai grandi ibridatori, che, avvalendosi della più moderna tecnologia e di studi approfonditi ed accurati, cercano di creare una nuova varietà che abbia determinate caratteristiche; sappiamo anche che questa ricerca può necessitare di molti anni per ottenere un risultato commercialmente apprezzabile.
Però per il privato amatore può essere comunque una grande soddisfazione ottenere con un po’ di pazienza qualche bella nuova varietà, tutta sua. Oltretutto la cosa non è affatto difficile. Basterà scegliere, proprio nel mese di Novembre, qualche bacca (cinorrodo) ben matura, fra le rose del proprio giardino, e magari, a scopi puramente informativi, prendere nota del nome della varietà da cui si è prelevata la bacca, che è la pianta madre. Aprendo la bacca si troveranno numerosi semi, anche 30 o 40, che lasceremo tranquilli in un luogo asciutto e non surriscaldato, fino alla fine dell’anno circa. Ai primi di gennaio i semi dovranno essere piantati in vaso, tenendoli distanziati l’uno dall’altro di circa 5/8 cm.
Per il terriccio,sarà bene utilizzare un terriccio del tipo universale, meglio se un po’ sabbioso, ed i semi dovranno esservi appoggiati sopra, e solo delicatamente pressati con la punta del dito, senza affondarli troppo. Il terriccio dovrà quindi essere bagnato molto abbondantemente. A questo punto, si dovrà prendere una busta di nylon trasparente, grande abbastanza da poter incappucciare il vaso utilizzato, senza abbassarla troppo, legarla ben bene intorno al bordo del vaso, e collocare questo in un ambiente abbastanza luminoso ma non troppo, e con una temperatura intorno ai 15-.20 gradi, e aspettare. Dopo un periodo che può essere di 20 o di 50 giorni, nasceranno delle piccole pianticelle. A questo punto, si toglierà il cappuccio, e mantenendo il vaso nello stesso luogo, si dovrà regolarmente bagnare gentilmente il terreno con regolarità.

Verso Aprile Maggio si apriranno dei fiori, piccoli ancora, perchè di pianta molto giovane, ma che potranno già dare un’idea di quello che saranno “da grandi”. Può anche darsi che vengano prodotte piante rampicanti, e questo si nota per la crescita subito molto allungata. Si potrà allora scegliere la piante che più ci sembra promettente, e, dopo qualche mese, potremo trapiantarla in un vaso più grande. L’anno successivo si potrà piantarla direttamente in piena terra. E così avremo una rosa “fatta in casa” ma non per questo meno bella o profumata delle sue più famose sorelle commerciali.

n°3 POTATURA DELLE ROSE

Questo è un argomento estremamente dibattuto, e svolto in maniera talvolta anche molto diversa, in altre parole, esistono in questo campo diverse correnti di pensiero.
Per quanto ci riguarda, ecco le nostre linee guida.
Per prima cosa, “rosa” è un termine troppo generico, come dire “stoffa”: in quest’ultimo caso, esiste la seta coma la tela di sacco, e certamente non le si possono trattare allo stesso modo lo stesso vale per le rose, ne esistono troppi tipi diversi per generalizzare, quindi il primo punto è che ogni tipo di rosa potrà essere potato in un suo modo specifico.
Ho detto “potrà” e non “dovrà” perchè è addirittura in corso a diversi livelli un confronto fra una corrente che ritiene la potatura indispensabile, e un’ altra che invece ritiene la potatura una forzatura introdotta dall’uomo, della quale le rose potrebbero benissimo fare a meno.
A questo proposito, ricordo un rapporto emesso dalla Royal Horticultural Rose Society, la quale, nel 1988, aveva avviato un esperimento pianificando, per tre diversi giardini di rose, tre tipi di potatura: nel primo, una potatura drastica, così come ci siamo abituati a fare negli ultimi 80 anni circa; nel secondo, una potatura più leggera, quasi una cimatura; nel terzo, nessuna potatura. Il rapporto, che datava della primavera del 1993, dichiarava che, a quel momento, il risultato dell’esperimento era che”nei tre giardini, non risultavano differenze evidenti”.
Tutto ciò mi pare significativo del fatto che ogni potatura deve essere indirizzata ad uno scopo preciso, cioè a collaborare con la pianta per farla crescere e sviluppare nella direzione e nel modo che si preferisce. In altre parole, non si “deve” potare, e quindi afferrare le forbici e partire alla cieca. Si pota quando la pianta ha un portamento non adeguato, o quando si vuole modificare il suo naturale portamento per adeguarlo all’ambiente in cui la pianta è inserita.
Un ottimo motivo per dare una potata importante ad una rosa è quando la pianta si presenta debole, con rametti gracili, o ha sofferto per qualche malattia o carenza. In questa situazione, e una volta eliminate le possibili cause di tale debolezza, una potatura drastica potrebbe aiutare la pianta a ripartire con maggior forza, migliorandola decisamente.
Una cosa importante da tenere presente è il fatto che normalmente, quando un ramo di rosa viene potato, il nuovo ramo che rinascerà sarà tanto più vigoroso, e quindi alto, quanto più drastica sarà stata la potatura. Ne consegue che, contrariamente a quello che verrebbe istintivo fare, se si vuole riequilibrare una pianta, si dovranno potare più drasticamente i rami più bassi e deboli, e meno quelli più alti e vigorosi.
Le piante di rosa possono essere potate in diversi periodi dell’anno, poichè esistono potature che hanno scopi, e quindi risultati, diversi.
Ad esempio, una prima potatura, dopo la ripresa vegetativa, la si può praticare subito dopo la prima fioritura; in questo momento è comunque sempre indispensabile asportare i fiori sfioriti, ma volendo, si può effettuare una potatura molto leggera ma formativa della pianta, per correggerne la forma.
La potatura estiva può avere uno scopo più mirato, e cioè ottenere che la fioritura di fine estate avvenga in un periodo piuttosto che in un altro, ad esempio, se si programma un evento in giardino ai primi di Settembre, e si vorrebbe avere tutte le rose in fiore, si può provare (temperature estive permettendo, e questo lo spiego meglio più avanti) ad effettuare una buona potatura circa 40-43 giorni prima della data dell’evento stesso. Infatti le rose impiegano appunto quell’intervallo di tempo per produrre un nuovo ramo fiorifero, e per portare il fiore ad apertura. Però, come dicevo prima, le temperature estive possono in qualche modo vanificare tutto ciò, quando il caldo è superiore ai 35°. A quella temperatura infatti le rose cessano semplicemente di vegetare, si bloccano totalmente, e non c’è innaffiatura o concimazione che può convincerle a ripartire, finchè la temperatura non rientra in un range più sopportabile, cioè sotto i 30°.
C’è anche la potatura di ringiovanimento, che usualmente si pratica soprattutto sulle rose rampicanti; quando queste hanno diversi anni, è possibile che, per trascuratezza nella coltivazione, o anche perchè la varietà di rosa è portata a farlo, queste si sviluppino soprattutto in altezza, lasciando la parte bassa della pianta senza fronde o fiori, e solo con grossi tronchi legnosi e spinosi, sgradevoli a vedersi.
In questo caso, presumendo che i tronchi grossi e legnosi siano quattro o cinque, si dovrà, all’inizio della primavera, sceglierne uno e tagliarlo ad una altezza da terra di circa 40-50 cm. Dal troncone residuo spunterà un nuovo ramo vigoroso ma giovane, verde e ricco di vegetazione. Se l’operazione va a buon fine, l’anno successivo si può procedere alla potatura di un altro dei vecchi rami, e così avanti, finchè la pianta non avrà riacquistato un aspetto folto e gradevole.
Inserisco qui una annotazione molto importante: ogni volta che si effettua una potatura, si dovrà procedere ad una concimazione, tanto più se la potatura sarà stata drastica, poichè, con i rami che si tolgono, viene sottratta alla pianta una parte dei nutrienti accumulati nei tessuti, nutrienti che dovranno essere prontamente reintegrati se si vuole una pronta ripresa vegetativa.
Resta infine la potatura invernale, cioè LA potatura per eccellenza, che può essere effettuata in tempi diversi, secondo la zona in cui si trovano le rose: nelle zone a clima non troppo rigido, io preferisco potarle a Novembre/Dicembre, e apportare contemporaneamente una buona dose di concime organico al terreno (sempre preferibile un buon letame molto maturo, con aggiunta di cornunghia) .
Se invece siamo in zone in cui il clima invernale è molto rigido, e soprattutto, in zone dove facilmente si presentano brina e ghiaccio, meglio aspettare la fine di febbraio prima di mettere mano alle forbici, e in tal caso sarà più opportuno distribuire il concime organico comunque in inverno, ed aggiungere del buon fertilizzante ternario al momento della potatura stessa.